Le notizie che si susseguono danno l’impressione che Cassino sia un luongo nel quale la sicurezza è continuamente in pericolo e la legalità stenta a trovare una sua radicata diffusione. Arresti di bande che si contendono lo smercio della droga, chiusura di locali coinvolti, a quanto pare, nello spaccio di sostanze stupefacenti e dove si riuniscono camorristi… E’ solo una questione di percezione, ovviamente: in qualsiasi realtà di dimensioni medio-grandi, ci sono fenomeni di delinquenza, e a fronte di persone coinvolte in atti criminosi, ce ne sono tante altre – la maggioranza – che vivono nell’onestà più specchiata. Eppure Cassino si trova anche in una zona di confine con territori dove spadroneggia la camorra, e quindi la guardia è sempre bene tenerla alta. Ben vengano, quindi, i controlli costanti delle forze dell’ordine, anche quelli rivolti semplicemente alla verifica degli standard minimi di legalità.
All’interno di un’attività straordinaria di controllo, ieri i poliziotti del Commissariato, insieme agli uomini del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, hanno «passato al setaccio» (come scrivono letteralmente nella nota per la stampa) i luoghi dove si consumano più di frequente le azioni illecite. Ma, soprattutto, sotto la loro lente di ingrandimento sono finiti gli esercizi commerciali.
I locali setacciati dagli agenti sono stati 13. I poliziotti hanno cercato di verificare principalmente il rispetto delle leggi riguardanti la somministrazione di alcolici ai minori, l’occupazione di suolo pubblico e le emissioni sonore. In 5 casi sono state riscontrare violazioni, tutto sommato – rispetto al tenore dei fatti di cronaca che abbiamo ricordato all’inizio – non così gravi, che hanno comportato sanzioni: si va dalla mancata esposizione della licenza al mancato pagamento per l’occupazione di suolo pubblico.










