Cassino – Consiglio comunale dei veleni e strascichi: dal vocabolario a Sciascia, fino alla reazione vibrante delle opposizioni

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Sta lasciando veleni il consiglio comunale di Cassino di lunedì, quando il sindaco Enzo Salera ha preso la parola per fare dichiarazioni pesanti.

Il primo cittadino ha esordito con citazioni da vocabolario, per definire la parola feccia, assimilandola alla politica di basso livello che sarebbe attuata da qualcuno dell’opposizione consiliare o “extraconsiliare”, poi ha assimilato questo qualcuno agli “ominicchi” di Leonardo Sciascia, accusandolo di aver attivato “la macchina del fango” contro la maggioranza.

Questo qualcuno, ha accusato Salera, avrebbe preso contatti con esponenti di maggioranza per creare un gruppo “per mettere sotto scacco l’amministrazione” e per “mettere mano sugli appalti”.

Queste accuse pesanti, Salera le avrebbe anche già messe nero su bianco in una denuncia che sarebbe stata presentata alle forze di Polizia, che stanno indagando.

Ma esponenti di minoranza non ci stanno; i consiglieri Giuseppe Golini Petrarcone, Francesco Evangelista, Salvatore Fontana, Luca Fardelli e Massimiliano Mignanelli sono saliti sulle barricate e non ci stanno.

Hanno stigmatizzato il comportamento del primo cittadino; mai un sindaco di Cassino ha usato un termine tanto spregevole nei confronti dei colleghi”.

E non hanno condiviso le accuse di “feccia” che, così generalizzate, accomunano tutti, e per questo chiedono chiarezza.

“Il primo dovere di un sindaco – scrivono – è quello di rivolgersi, documenti alla mano, all’Autorità Giudiziaria nel momento in cui ravveda la presenza di eventuali soggetti dal comportamento illecito, in consiglio comunale. Denunciare attraverso alcuni media, la presenza di ‘feccia’ nei gruppi di minoranza, vuol significare puntare il dito contro tutti i consiglieri che siedono tra i banchi dell’opposizione. Mai un sindaco di Cassino ha usato un termine tanto spregevole nei confronti di colleghi ‘rivali’. Il dibattito politico può essere consentito ma ci sono dei limiti che non devono mai essere superati. Se il sindaco è certo che tra le fila della minoranza esistano persone che si comportano contro Legge, ebbene ha l’obbligo Istituzionale di presentare una formale denuncia e non contro ignoti e poi ha l’obbligo morale di riferire il nominativo di chi, con il suo comportamento irrispettoso, può ledere l’immagine di Cassino. Siamo pronti a prendere provvedimenti anche estremi nel caso in cui queste accuse dovessero essere comprovate e documentate. In caso contrario saremo costretti a procedere per le vie legali chiedendo al Sindaco (personalmente e non come Istituzione) il risarcimento del danno morale. Nel caso in cui il tribunale riterrà opportuno darci ragione, il risarcimento sarà interamente devoluto alle famiglie indigenti della città”.

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