Una coda dell’inchiesta sullo scandalo mazzette, che sembrerebbe essere alla base della grossa indagine siciliana nota come “Mare nostrum”, ma anche “Sistema Trapani”, ha toccato anche Cassino e la provincia di Frosinone, anche se solo perché in questo territorio opera da qualche mese uno dei personaggi finiti nell’inchiesta.
Si tratta dell’ex magistrato Raffaele Maria De Lipsis, 72 anni, nato ad Erice, vicino Trapani, nominato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quale commissario straordinario dei consorzi di bonifica di Cassino, Anagni e Sora con il compito di procedere all’accorpamento dei tre enti in un unico consorzio di bonifica provinciale.
Tra i suoi primi atti, la revoca di una delibera con la quale il consiglio di amministrazione del Valle del Liri aveva trasformato a tempo pieno il contratto di una trentina di lavoratori che prestavano servizio a tempo parziale ed aveva assunto part time cinque dipendenti, che già prestavano servizio nell’ente con contratti di collaborazione.
Raffaele Maria de Lipsis è finito nell’indagine siciliana, ma non figurerebbe tra gli indagati, perché oggetto di una intercettazione in cui avrebbe fatto pressioni nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio della Giustizia Amministrativa, suo successore, affinché prendesse a cuore un ricorso presentato dall’amministratore della compagnia di trasporti Liberty Lines nell’ambito del rinnovo dell’appalto.
De Lipsis ritiene la sua posizione marginale e si dichiara estraneo all’inchiesta; domani sarà ascoltato dal magistrato di Palermo che conduce le indagini.










