«Illegittimi, illeciti ed irragionevoli»! Sono gli aggettivi con i quali gli ambientalisti di Fare Verde e Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano criticano l’ordinanza emanata dal Sindaco di Cassino per il contenimento dei cinghiali lo scorso 21 aprile, alla luce del recente abbattimento di 2 esemplari di femmine adulte e un loro cucciolo (una delle 2 femmine in fase di allattamento) nel corso della battuta di caccia nella frazione di Caira, con l’utilizzo di cani.
Per gli ambientalisti si tratta di operazioni illecite, comunque autorizzate dal Comune il quale, «nonostante la formale diffida, continua a favorire quella lobby di cacciatori che sta danneggiando il settore agricolo e lo stesso ecosistema». Avella e Barbieri annunciano anche un doppio esposto alla Procura della Repubblica: per presunte omissioni d’atti d’ufficio, non avendo avuto accesso agli atti relativi alla vicenda cinghiali, e per richiedere l’immediata sospensione delle operazioni di caccia al cinghiale, perché, aggiungono «non risolve ma peggiora la situazione.
Se da un lato si pensa che l’abbattimento di cinghiali fuori dal periodo venatorio possa risolvere i problemi legati ad esso, dall’altro si creano squilibri nell’ecosistema e si rivela una vera manna per i cacciatori e per il commercio illegale della carne di cinghiale». Avella e Barbieri hanno annunciato pure clamorose azioni pacifiche di disturbo alla caccia del cinghiale fino a quando non sarà sospesa d’autorità. Come si ricorderà, l’ordinanza comunale, che autorizza l’abbattimento dei cinghiali, è stata determinata dalle ripetute “invasioni” di cui si sono resi responsabili i cinghiali nel centro cittadino creando paura e pericolo tra i cittadini.










