Ha senza dubbio dell’incredibile quanto è avvenuto venerdì presso la Casa Circondariale San Domenico della città martire.
Un detenuto riceve la visita di sua zia e di suo nipote. Sembra un colloquio come tanti, incentrato sulla condizione di salute dell’uomo che doveva essere trasferito al Santa Scolastica di lì a breve, ma gli agenti della Penitenziaria si rendono conto da subito che qualcosa non va.
Molti infatti i cenni d’intesa scambiati tra i parenti, i movimenti delle mani e del capo che hanno insospettito il personale convincendolo che i tre si stessero accordando sulla consegna di qualcosa.
Sospetti che hanno portato ad allertare i carabinieri.
Una volta usciti dal carcere, i due, sono stati pedinati dai militari che hanno poi proceduto alla perquisizione veicolare e personale.
Alla luce degli accertamenti fatti, nella biancheria intima della zia sono stati rinvenuti un involucro contenente 61 compresse da 0,1 grammi ciascuna e 28 compresse da 0,4 grammi, di un oppiaceo di sintesi verosimilmente “subutex”.
Probabilmente la sostanza era destinata al parente detenuto.
La donna, una 64 enne e il nipote di 35 anni, ambedue residenti a Roma, sono stati arrestati e rispondono del reato di “detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”.
Entrambi, espletate le formalità di rito, sono stati posti agli arresti domiciliari.
Insomma, un questione risolta prontamente grazie all’arguzia e forte professionalità del personale di Polizia Penitenziaria e alla sinergia con i Carabinieri.










