Cassino – Cassino Civitas Mariae, tra favorevoli e contrari. Alcune posizioni

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Il progetto di riconoscere Cassino “Civitas Mariae”, cioè dedicata alla Madonna dell’Assunta, lanciata il 9 luglio rischia di spaccare la città, tra fautori e contrari.

Che la città di Cassino abbia una devozione particolare e centenaria per la Madonna dell’Assunta è noto a tutti ma non tutti condividono l’iter procedurale (coinvolgendo anche il Comune) e c’è anche chi lo vede come uno “sgarbo” a San Benedetto, patrono della città e d’Europa, fondatore del monastero di Montecassino e faro di civiltà e fede che si irradia verso il mondo intero.

Insomma, la città sembra essersi spaccata, come in un più banale tifo da stadio, tra sostenitori di una squadra e quelli dell’altra; qualcuno ipotizza anche possa essere il risultato della scomparsa della Diocesi di Montecassino, che ha isolato l’abbazia ed unito la città alla Diocesi di Aquino-Sora-Pontecorvo, ora anche Cassino.
Dal Palazzo comunale, quasi come Pilato, l’Amministrazione si tira fuori dalla “contesa” e, per bocca dell’assessore Luigi Maccaro, invita i parroci della città a ritirare la proposta della “Civitas Mariae” presentata in municipio.

Maccaro afferma che “se si vuole consacrare la città di Cassino alla Madonna Assunta nessuno è contrario” e che “si faccia con un atto del vescovo ma senza coinvolgere l’Amministrazione e il Consiglio Comunale in dinamiche interne alla Chiesa perché non possiamo dividere una città. Da cattolico dico che la petizione dei parroci è stata un errore perché sta provocando una frattura in città. Nella Costituzione è scritto che lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Nel Vangelo è scritto ‘date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Queste parole pronunciate da Gesù danno sacralità alle Istituzioni ma allo stesso tempo impongono un limite: nelle cose della Chiesa non si entra. Questa logica di contrapposizione fra devoti della Madonna Assunta e devoti di San Benedetto fa solo tristezza”.

Sull’argomento si sono ripetutamente espressi in tanti.

La Professoressa Adriana Letta, sul sito della Diocesi, ritiene che Cassino Civitas Mariae sia “un titolo in più, che non potrà mai essere elemento divisivo, ma riconoscimento di un patrimonio di fede forte e radicata verso Maria Assunta”. Aggiunge che “nel convegno Mariano che si svolgerà il prossimo 5 agosto nella Concattedrale di Cassino alle ore 19.00, sarà un grande esperto, Padre Stefano Cecchin, mariologo, Presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis, a guidarci per capire che cosa vuol dire ‘Civitas Mariae’, quale progetto propone per costruire tutti insieme una città che si ispiri a Maria e che perciò sia solidale e accogliente, basata sulla giustizia e sul progresso per il bene comune, la crescita e la formazione integrale della persona umana”.
Ribadisce che “questo titolo che la città di Cassino avrà, di riconoscimento della grande e radicata devozione del popolo a Maria, non è semplicemente un titolo onorifico, ma quasi un programma di vita e poiché la devozione popolare ha sempre bisogno di essere educata ed elevata per non rischiare di cadere nella superstizione, ecco l’importanza di capire e approfondire”.
Quindi, dopo aver citato il legame della città con San Benedetto e l’abbazia, assicura che “questo titolo di Città mariana che ora si aggiunge non sarà certo una deminutio come alcuni addirittura temono, ma la incoraggerà ancor più d’ora in poi in un impegno quotidiano di tutti e di ciascuno per la giustizia e per la pace, l’accoglienza e la solidarietà, di cui Cassino ha dimostrato molte volte di saper dare generosa testimonianza. E’ il riconoscimento di un patrimonio storico, culturale e spirituale che già esiste. Maria Assunta in cielo è davvero ‘Dogma della Speranza cristiana’”.

Anche lo storico Emilio Pistili, pur condividendo e sottoscrivendo l’articolata argomentazione a sostegno del progetto “Civitas Mariae” proposta da Adriana Letta evidenzia un “però” legato all’iter procedurale seguito.

“Restano però le perplessità circa l’iniziativa dei parroci della zona pastorale di Cassino, che, in sintesi, chiedono al Comune di ‘considerare’ (ossia approvare) la proposta di proclamare Cassino ‘Civitas Mariae’, per poi inoltrare la delibera al vescovo che, su quella base, potrà procedere alla proclamazione; come se il vescovo fosse al di fuori della faccenda: è proprio questo passaggio che ha generato sospetti ed allarmismi in città. Ometto le considerazioni sulla competenza del comune (su cui si è espresso anche l’assessore Maccaro ndr) di cui ho già ampiamente parlato, però non credo che ci sia bisogno di un esperto di procedure ecclesiastiche per mettere a fuoco la questione: basta la logica. E la logica a me dice che l’iter corretto doveva essere il seguente: i parroci partoriscono l’idea; ne parlano con il vescovo; il vescovo approva e prima della proclamazione ne informa il Comune affinché possa prendere tutti i provvedimenti connessi alla proclamazione; per esempio, installare delle targhe agli ingressi di Cassino o dar vita alla cerimonia di consegna delle chiavi della città alla Vergine Assunta al momento dell’Incoronazione del 14 luglio. Se si fosse fatto così nessuno avrebbe avuto da ridire, anzi, avremmo tutti plaudito all’iniziativa. Credo che se si facesse chiarezza su questi punti non sarebbe male. Intanto mi giunge notizia che nel consiglio comunale di domani non si tratterà più della questione, che sarà discussa in quello prossimo: è già un buon segnale”.

Un pensiero netto e meno conciliante è quello del professore Fausto Pellecchia.

“Nel sotterraneo scontro tra il vescovo e l’abate, dissimulato come questione di primato liturgico-devozionale tra la Vergine Maria e San Benedetto (patrono d’Europa) evidenti ragioni storiche e socioculturali militano a favore di San Benetto e della ultramillenaria abbazia di Montecassino. Le città insignite del titolo di Civitas mariana sono innumerevoli; Montecassino e San Benedetto sono un unicum nella storia della cultura e del cristianesimo occidentale …”.

E voi, amici lettori, cosa ne pensate?

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