Il caso Fiotech, lo stabilimento in località Cerro di Cassino che dovrebbe avviare la lavorazione per il trattamento di “rifiuti ospedalieri pericolosi e non”, è stato al centro di un incontro tenutosi ieri in municipio tra il sindaco e i residenti della zona.
Gli abitanti sono in presidio permanente contro l’avvio dello stabilimento ritenendolo pericoloso per la salute pubblica essendo localizzato in una zona densamente abitata e attraversata da diversi corsi d’acqua.
La battaglia va avanti da anni e dopo l’incontro di ieri si è aperto uno spiraglio quando il sindaco ha annunciato la trasmissione di una nota alla Regione Lazio e al Prefetto di Frosinone, per richiedere l’annullamento della delibera con la quale la Regione aveva concesso alla Fiotech l’Autorizzazione di Impatto Ambientale (AIA).
Un documento importantissimo senza il quale la Fiotech non potrebbe avviare lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti ospedalieri.
Secondo i residenti, e come sostenuto anche dal sindaco D’Alessandro nella richiesta di revoca, l’AIA sarebbe stata concessa in presenza di irregolarità e omettendo la presenza di abitazioni (almeno 50), edifici pubblici (Istituto San Benedetto e caserma Vigili del Fuoco), strutture ricettive e corsi d’acqua, entro limiti fissati per legge.
D’Alessandro ha pure ricostruito le varie riunioni in conferenza dei servizi, evidenziando la costante assenza al tavolo dell’Amministrazione Petrarcone, presente, con un tecnico, solo in occasione dell’incontro in cui si doveva stabilire la destinazione urbanistica dello stabilimento ai fini del rilascio dell’AIA.










