Cassino – Casa Circondariale San Domenico. I Sindacati: situazione insostenibile. E dopo lo stato di agitazione, partito il 25 febbraio, da oggi scatta anche l’astensione dalla mensa obbligatoria

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Pesante il clima che vive il personale della Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa Circondariale San Domenico di Cassino.

Quisillo (Sappe) Proietti (Osapp), Tuzi (Uil-Pa), Fionda (Sinappe), Massaro (Fns Cisl), Vittiglio (Usp) Riggi (Fsa), e Salera (Cnpp Cgil), nell’ultima assemblea, dopo lo stato di agitazione indetto il 25 febbraio scorso, hanno dichiarato anche l’astensione dalla mensa obbligatoria.

Nel corso dell’assemblea sono state evidenziate tutte le criticità presenti nella struttura carceraria cassinate.

In particolare, la carente forza organica (50 unità in meno mai rimpiazzate dopo i pensionamenti); “il mancato rispetto dei diritti soggettivi e dei più elementari diritti dei lavoratori” che costringe il personale, quotidianamente, “a svolgere turni di servizio massacranti non inferiori alle otto ore ed è obbligato a ricorrere a prestazioni di lavoro straordinario.

Ma anche ferie negate o dimezzate, riposi negati o posticipati per esigenze di servizio, condizioni di lavoro penalizzanti spesso in ambienti di lavoro insalubri e insicuri.

Sovraffollamento (+110 detenuti), inadeguatezza edilizia della struttura penitenziaria e crescente carenza di risorse umane”, ma anche penalizzazioni retributive.

Tutte motivazioni che hanno spinto le Organizzazioni Sindacali a proseguire lo stato di agitazione aggiungendo, da oggi, lunedì 11 Marzo 2019, anche l’astensione dalla mensa obbligatoria di servizio nella Casa Circondariale di Cassino, riservandosi la facoltà di intraprendere ulteriori forme di protesta.

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