Cassino – Bollette dell’acqua del 2012, caos al Comune: file interminabili e cittadini esasperati per conti già pagati

- Pubblicità -

I corridoio del Comune di Cassino dove si pagano i tributi è da giorni pieno di persone che sventolano bollette. Sono i cittadini che hanno ricevuto un “Avviso di cortesia – Sollecito” per il canone idrico o l’eccedenza idrica del 2012.

Quei cittadini sono lì in fila per far vedere che il loro dovere lo avevano già fatto a suo tempo, pagando quanto dovuto. Adesso, invece, devono perdere ore di lavoro – ore, sì, perché le persone in attesa sono tante – per presentare all’impiegato il versamento. Come si sa, c’è stato un problema di passaggio di dati dal vecchio gestore all’attuale concessionario. A rimetterci, comunque, sono i cittadini.

Oggi, intorno alle 11:15, c’erano circa 20 persone in fila. Poco prima, ci dice che era già passato, ce n’erano 40. I numeretti che si strappano dal rotolo parlano di gente che, esasperata, ha preferito andarsene via e magari provare la sorte in un altro momento.

Qualcuno ci racconta che era già venuto in precedenza per chiarire la sua situazione del 2012, ma l’impiegato gli ha rivelato che qualche problema di dati c’è anche per altri anni. «Sarebbe così gentile da portare anche le bollette del 2014 e del 2015, così evitiamo di mandare le raccomandate?» pare che gli abbia detto l’impiegato.

Già, le raccomandate… Oltre il danno del tempo perso per i cittadini, c’è anche quello del costo delle raccomandate per le già povere casse comunali. Chi paga? si chiedono in fila. Quanto ci è costato, in spedizioni, questo scherzetto solo per il 2012. Poi, a quanto pare, ci saranno anche gli altri anni… Qualcuno dovrà pensare di fare un esposto alla Corte dei Conti, prima o poi, ci dicono.

Esiste un’altra questione, quella della prescrizione. Tutti sono esasperati. Siamo nel 2018: il 2012 non è oltre i 5 anni massimi? Una signora avvocato, Floriana Leone, anche lei in fila, chiarisce i termini legali: dipende tutto da quando è stata inviata la raccomandata. Non l’arrivo, ma la partenza, è da lì che parte la prescrizione. Se fosse partite anche il 31 dicembre 2017, sarebbe un accertamento valido, già dal 1° gennaio 2018 non più. Il problema è che sulla lettera non compare il timbro di accettazione, ma solo – se va bene – una nota sul ricevimento. Insomma un’altra grana per il cittadino che volesse far valere i suoi diritti.

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Articoli Correlati

- Pubblicità -
- Pubblicità -