Cassino – Arriva il “ristoro”. AcquaCampania verserà al Comune 4.000.000 di euro per il prelievo delle acque dell’Acquedotto Occidentale. L’annuncio e le ‘precisazioni’ di Renato De Sanctis

- Pubblicità -

Acqua Campania verserà 4 milioni di euro nelle casse del Comune di Cassino a titolo di “ristoro” per le acque prelevate dalle Terme Varroniane e destinate all’approvvigionamento dell’Acquedotto della Campania Occidentale. Una battaglia lunga decenni che sembra arrivata a conclusione; l’annuncio del presidente del Comitato No Acea e consigliere comunale di Cassino Renato De Sanctis.

“Abbiamo notizie certe, ma non precise – scrive De Sanctis – che finalmente Acqua Campania quale Concessionaria per la Regione Campania dell’Acquedotto Campano Occidentale ha finalmente risposto al Comune di Cassino in merito alle modalità di pagamento, dei circa 4.000.000,00 di euro, arretrati compresi, ed aggiornati alla data del 31 marzo 2021, riferiti al famoso Ristoro.
La stessa aderendo alle modalità di esecuzione dei pagamenti proposta dal Comune di Cassino, appunto, quale Ristoro Ambientale dei 200l./sec. così come fissato con Protocollo d’intesa tra le Regioni Campania e Lazio, giusta Delibera Giunta Regionale 871/19.12.2017 ha finalmente messo la parola fine ad un annoso e difficile accordo che per motivi ‘politici’ ma non solo, poteva anche essere concluso in modo diverso.
Pertanto, verserà immediatamente nelle casse comunali un congruo anticipo sulla somma arretrata, salvo poi pagamento del resto, sempre riferito all’arretrato entro 12 mesi dall’acconto e nei normali termini di pagamento la fornitura trimestrale di Acqua che la stessa fornirà ad Acea-Ato 5 spa nel limite dei 200l./sec”.

Il lungo e tortuoso percorso della trattativa
“Ci sembra un bel traguardo – continua De Sanctis – ma i cittadini devono sapere cosa stava succedendo, i giochi di palazzo troppe volte vengono nascosti, ed il solo fatto che non vengono palesati alla luce del sole, il più delle volte dimostrano che evidentemente liceali non sono.
Prima della traumatica fine della precedente Consiliatura, l’allora maggioranza aveva predisposto una Delibera di Giunta, dove veniva appunto, con la stessa, adottato un Atto che niente era, se non una Convenzione, per mezzo della quale, questo ‘benedetto’ credito che il Comune di Cassino, vantava e vanta nei confronti di Acqua Campania quale ‘Ristoro’, sarebbe stato trasferito nei confronti di Acea-Ato 5 Spa.
Evidentemente (per fortuna), i lavori di completamento di questo altro indegno atto che si sarebbe ripercosso nei confronti di tutti i cittadini di Cassino, sono stati interrotti e non potuti ultimare, proprio dalla caduta di quell’amministrazione per dichiarato dissesto.
Il problema purtroppo era stato solo rimandato, infatti l’allora Commissario Straordinario, insediatosi proprio per traghettare il Comune verso una nuova amministrazione, forse sollecitato da qualcuno che aveva talmente a cuore le motivazioni di quella Convenzione, con la quale si trasferiva un credito del Comune da Acqua Campania (quindi Regione Campania) ad una società quale Acea-Ato 5 spa, in data 28 marzo 2019, con delibera di Giunta (in realtà lui stesso aveva poteri della stessa Giunta Comunale), n. 43, adottava quello schema di Convenzione che doveva a quel punto, quindi essere solo firmato dalle parti, ‘Acqua Campania spa’ (Fornitore); Acea-Ato 5 spa (Utente); Comune di Cassino (terzo percettore).
Ora se solo uno di voi lettori, riesce a darmi una spiegazione logica ed una consequenziale posizione migliorativa rispetto a quella occupata dal Comune, quale creditore da parte di una Regione (Campania), rispetto ad una società privata (Acea-Ato 5 spa), allora vorrà dire che non abbiamo capito nulla e forse abbiamo perso anche un’occasione, in caso contrario, invece le spiegazioni, sono altri che dovrebbero darle ai cittadini del Comune di Cassino, che rischiavano per motivi a noi sconosciuti di perdere quel ‘RISTORO’ che significa un introito di circa €.1.200.000,00= annui che vanno ad aumentare le entrate del bilancio comunale.
Per chiudere, e per essere trasparenti fino in fondo, la nostra linea, cioè quella di non dare seguito a quella Convenzione capestro e di non firmare per accettazione il trasferimento del credito di cui al ‘Ristoro’, è passata, ma non senza la nostra intransigenza e lungimiranza. In fondo poi, tutto è bene quel che finisce bene … .

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Articoli Correlati

- Pubblicità -
- Pubblicità -