Cassino – Anziani ingannano i truffatori e li fanno beccare

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La truffa che attuavano era del tipo classico, organizzata per raggirare le persone anziane colpendole nel punto più vulnerabile del loro animo, quello dell’amore per i propri figli. Stavolta, però, le vittime si sono dimostrate più furbe dei malviventi.

Proprio stamattina, quattro anziani, tutti residenti nel centro di Cassino, hanno ricevuto sul telefono fisso la chiamata di un uomo che si è presentato come un avvocato. Chiamava perché, a suo dire, i figli degli anziani si trovavano in stato di fermo presso i carabinieri in quanto trovati a guidare un’auto senza l’assicurazione. Per poterli liberare era necessario versare subito 3.000 euro. La telefonata era un po’ concitata, perché l’uomo fingeva di colloquiare con gli uomini dell’Arma. Non c’era tempo da perdere e una segretaria dello studio legale sarebbe passata da loro per ritirare il denaro.

Gli anziani, tra i 73 e gli 84 anni, non si sono lasciati ingannare. Anzi, hanno ripagato il truffatore con la stessa moneta. Prima hanno finto di accettare la proposta – «Prego, venite, venite pure…» – poi hanno chiamato i carabinieri.

L’operatore al centralino ha subito compreso la situazione. D’altra parte, nei giorni scorsi un’altra truffa era avvenuta seguendo le stesse modalità, anche se purtroppo in quella circostanza il raggiro si era consumato. Stavolta sarebbe stata un’altra storia. L’operatore ha subito attivato il “piano antitruffa”, che il Comando di Cassino, coordinato dal superiore Comando Provinciale di Frosinone, ha approntato per far fronte proprio all’aumento del fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane. Prevede l’incremento dei servizi esterni mediante l’impiego soprattutto di personale in abiti civili.

Varie pattuglie dei militari del NORM (nucleo operativo radiomobile) sono arrivate nel centro di Cassino e hanno iniziato a pattugliare la zona. Al loro sguardo esperto non è sfuggita la Peugeot 208 a bordo della quale c’erano due bionde, corrispondenti a quelle che erano state descritte dall’anziano truffato.

Le donne, di 47 e 57 anni, non erano del tutto sconosciute alle autorità di pubblica sicurezza: erano state infatti già censite, l’una per minacce, l’altra per associazione per delinquere, falsità materiale e ideologica, sostituzione di persona, truffa, ricettazione. Sottoposte stamattina a controllo e perquisizione da parte dei carabinieri, sono state trovate in possesso del materiale riconducibile alla potenziali vittime precedentemente contattate, nonché di cinque telefoni cellulari e 3 postepay, in merito ai quali non sono riuscite a fornire spiegazioni plausibili. Inoltre, la conducente non solo ha mostrato una falsa patente, ma è anche risultata del tutto priva dell’abilitazione alla guida.

Ritenute entrambe responsabili del reato di “tentata truffa aggravata, continuata e in concorso”, le due donne sono state deferite in stato di libertà, e per la cinquantasettenne lo stesso provvedimento è scattato anche per i reati di “guida senza patente, falsificazione di documenti e ricettazione”. Entrambe sono state inoltre proposte per il foglio di via obbligatorio per il comune di Cassino per 3 anni. Sono in corso accertamenti sul materiale rinvenuto e sequestrato.

I carabinieri esortano i cittadini a stare sempre all’erta. Si legge nel loro comunicato stampa: «La sinergia tra i cittadini e l’Arma ha consentito di identificare le “truffatrici” e, pertanto, l’invito che viene rivolto a tutta la popolazione è quello di una maggiore collaborazione, in modo da consentire attraverso le chiamate al 112 di individuare le persone sospette e gli autori di questo “odioso reato”, che non solo colpisce l’aspetto patrimoniale delle persone deboli ed indifese, ma le ferisce nell’animo».

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