A senso unico l’ascensore dei debiti al comune di Cassino: sale solo; ogni giorno sindaco ed assessore al bilancio vivono con l’incubo che ne spunti fuori un altro.
L’ultimo, in ordine di tempo, è il canone di locazione richiesto dal proprietario dell’ex cinema Arcobaleno dove era stato sistemato una sorta di sportello comunale che D’Alessandro, appena ricevuta la richiesta della locazione, senza alcun contratto tra le parti, ha smontato e trasferito in municipio.
Insomma i debiti, o perlomeno le richieste, arrivano giorno dopo giorno, come le sentenze di condanna per le vertenze che mano a mano si chiudono.
Ricordano un po’ quella famosa pubblicità sulle patatine: ancora una e poi basta.
E mentre si cammina decisi verso la dichiarazione di dissesto, che dovrebbe arrivare all’esame del consiglio comunale la prossima settimana, proseguono i lavori all’interno della commissione bilancio, allargata a tutti i consiglieri comunali; due invece sono le conferenze dei capigruppo, convocate dal presidente del consiglio Secondino, per calendarizzare il consiglio comunale e l’ordine del giorno.
Ed il pallottoliere del montante debitorio è sempre caldo; ammontano a quasi 115 milioni di euro i debiti finora accertati nell’ufficio ragioneria: 70 già “consolidati”, 15 accertati successivamente ed altri 30 sono “potenziali”, in agguato.
Il totale esatto è 114 milioni di euro; giusto per rendere un po’ l’idea della consistenza, è come dire che ogni cittadino di Cassino (36.460 abitanti, Istat 31 dicembre 2016), dal neonato al centenario, avesse un debito personale di 3.127 euro, anche il bambino che nascerà stasera.
Il sindaco D’Alessandro puntualizza che questa montagna di debiti non può certo essere ricondotta all’operato della sua Amministrazione, che invece ha avuto solo il coraggio di avviare questa “operazione verità”.










