Questa settimana si chiuderà senza novità per la vertenza della cartiera Reno De Medici che da tre settimane ha fermato la produzione dopo il sequestro del depuratore consortile in cui scarica le proprie acque di lavorazione.
Si sperava in un dissequestro, seppure condizionato del depuratore, ma tutto è rimandato alla prossima settimana; a lavoratori, Sindacati ed azienda non resta che riporre speranze nel vertice convocato per lunedì in Procura, nel Tribunale di Cassino, quando il magistrato inquirente incontrerà l’Arpa Lazio, la Regione Lazio ed i Carabinieri forestali.
Al centro del vertice il progetto di adeguamento del depuratore posto sotto sequestro, presentato da Cosilam ed A&A, la società che gestisce l’impianto.
La speranza è che i lavori previsti vengano ritenuti adeguati e venga disposto subito il dissequestro del depuratore vincolato all’esecuzione contempranea dei lavori di adeguamento con un crono-programma certo e veloce.
Ma sul tappeto resta anche il nodo delle autorizzazioni ambientali che, al di là, della vertenza De Medici, sta creando disagi alle imprese del territorio per la lunghezza degli iter autorizzativi da parte di Regione Lazio e Provincia di Frosinone.
Intanto proseguono le agitazioni sindacali con cortei e manifestazioni; i lavoratori della Reno De Medici sono in cassa integrazione da tre settimane e molta parte della produzione programmata nello stabilimento di Villa Santa Lucia è stata spostata in altri siti del gruppo, per evitare la perdita delle commesse.










