Cassinate – Sindaci “contro”, nella riunione della Consulta sulla gestione del servizio idrico da parte di Acea. Covid-19: comunicazioni ai Comuni più veloci e precise. Il comunicato

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Nella riunione della Consulta dei Sindaci del Cassinate, convocata dal presidente Enzo Salera si è parlato della gestione del servizio idrico da parte di Acea e dell’emergenza Covid-19. Sul primo punto sindaci spaccati; tutti concordi sul secondo, nel chiedere un più veloce e preciso coinvolgimento dei Comuni nella comunicazione del tracciamento dei casi positivi.

Acea
“Il primo punto esaminato – si legge in una nota di piazza de Gasperi – ha riguardato le problematiche del servizio idrico gestito da Acea. In particolare, i ritardi negli interventi di riparazione, l’assenza di investimenti, l’esosità delle tariffe. Riguardo agli interventi, pressoché unanimi sono state le lamentele dei sindaci circa l’esagerato, intollerabile spazio di tempo che passa dal momento della segnalazione di un guasto alla rete idrica, al momento dell’intervento da parte dei tecnici. Situazione, ha riferito più di qualche primo cittadino, aggravatasi ancor più nell’ultimo periodo, in coincidenza con alcuni spostamenti di personale decisi dall’Azienda, sul cui operato, nel rigoroso rispetto dell’autonomia gestionale, comunque nessuno ha ritenuto di dover entrare.

Quella del sindaco di Aquino, Libero Mazzaroppi, è stata la sola voce levatasi ad esprimere, rispetto alla manutenzione, piena e totale soddisfazione. Ha detto che ogni richiesta di intervento nel suo Comune viene soddisfatta in tempi brevissimi. Ciò ha provocato la reazione di altri, come il sindaco di Viticuso, Edoardo Fabrizio, o come la delegata del Comune di San Giovanni Incarico, l’assessore Isabella Corsetti, la quale ha fatto notare che se così stanno le cose, vuol dire che Acea osserva una inaccettabile e condannabile disparità di trattamento. Per il suo, come per altri Comuni, infatti, non si può dire la stessa cosa, ma tutt’altro, ha rilevato.

Lamentele e critiche si sono sollevate dall’assemblea riguardo al totale blocco di investimenti per il miglioramento della rete cui fa da stridente contrasto l’esosità delle tariffe che, dati alla mano, risultano le più alte della Regione Lazio. Addirittura, del 7,7% rispetto alla media romana, quasi fosse la provincia di Frosinone ‘una mucca da mungere’, hanno ripetuto alcuni.

Alla fine della discussione su questo primo punto i sindaci hanno votato all’unanimità la richiesta di tenere in tempi brevi una nuova Consulta, chiedendo però che partecipino i dirigenti Acea romani, ‘cui forse viene rappresentata una realtà un po’ diversa da quella effettiva’, ha rilevato qualcuno. ‘Dal confronto, in genere – ha detto Messore, sindaco di Sant’Ambrogio – nasce anche una soluzione’”.

Covid e sanità
“Il secondo punto dell’ordine del giorno – aggiunge la nota diffusa dal Comune di Cassino – ha riguardato i malati Covid in isolamento domiciliare e più in generale la problematica sanitaria del territorio.
E’ emersa la necessità di una urgente sollecitazione affinché ai sindaci arrivi il tracciamento dei dati Covid dei rispettivi Comuni in maniera precisa e tempestiva. Cosa che al momento non sarebbe così, come lamentato da molti di loro. Chiesta la convocazione della Consulta con la presenza del nuovo direttore generale della Asl, dott.ssa Pierpaola D’Alessandro”.

Sempre dal Comune precisano che l’assemblea “è stata presieduta dal vice sindaco, Francesco Carlino, per un sopravvenuto concomitante impegno con la Prefettura da parte del primo cittadino di Cassino”.

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