Cassinate – Primo sabato lavorativo di recupero nello stabilimento Stellantis. Alta adesione allo sciopero organizzato dalla FLMU-Cub

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Il primo sabato lavorativo di recupero, nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, è coinciso con lo sciopero indetto dalla FLMU-Cub proprio per contestare la chiamata al lavoro nelle giornate di sabato. Lo sciopero, informa la stessa sigla sindacale, ha fatto registrare un’alta partecipazione.

“Risultavano assenti centinaia di operai. Si sono prodotte 155 vetture a fronte dell’abituale produzione giornaliera di 310 vetture. Lo sciopero, indetto solo dalla FLMU-Cub, ha avuto un’alta adesione, che ha costretto l’azienda a chiudere j reparti di Verniciatura e Lastratura e a spostare i lavoratori presso il Montaggio per coprire le assenze. A nulla è servito che venerdì 4 novembre i delegati sindacali, Fiom compresa, si aggirassero nei reparti e presso le postazioni lavorative nel tentativo di dissuadere i lavoratori a scioperare, paventando ritorsioni aziendali”.

La retribuzione
“La giornata di sabato 5 Novembre è stata una giornata di recupero produttivo, retribuita a sole 20 euro lorde al giorno”.

La politica aziendale
“E’ indirizzata a nuove forme di utilizzo dell’orario lavorativo, su un unico turno di lavoro e sulla retribuzione della stessa giornata di lavoro: a casa pagato con i tuoi permessi e ferie, quando si lavora per recupero ti pago 20euro per il disturbo, abolendo lo straordinario”.

La polemica sindacale
“Gli operai della FCA di Cassino, come tutto l’indotto, affamati da anni di Cassa Integrazione e Contratti di Solidarietà necessitano di un salario certo non di elemosina. Inoltre, la riuscita dello sciopero va letta anche a seguito dell’ultima assemblea sindacale. Infatti, il 19 ottobre c.a., si è tenuta in fabbrica un’assemblea in merito al rinnovo del Contratto Nazionale Stellantis, indetta dal consiglio delle RSA di cui nessun lavoratore ad oggi conosce i nominativi dei delegati. Ad aprire l’assemblea sono stati i segretari provinciali della Uilm e Fim-Cisl, i quali hanno accennato in merito ad una ipotetica richiesta aziendale di voler modificare gli orari di lavoro. In assemblea i lavoratori, compreso tutti i delegati sindacali presenti, hanno votato per ben due volte ad unanimità ‘NO a qualsiasi ulteriore modifica dell’orario di lavoro e NO ad eventuali articolazioni degli orari di lavoro esistenti’”.

L’appello
“Il 15 novembre prossimo i sindacati confederali incontreranno i vertici aziendali. I dirigenti e i delegati sindacali dovranno attenersi alla volontà unanime dei lavoratori. Lo Stato e le istituzioni hanno il dovere di chiedere ‘sacrifici’ alla grande industria, dopo anni in cui ha preso e spolpato lo Stato. Non possiamo sempre e solo pagare noi lavoratori e contribuenti, anche perché oggi non abbiamo più nulla da dare economicamente. Noi siamo pronti ad offrire la nostra capacità ed esperienza lavorativa, ma non ad essere sfruttati”.

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