Mario Teoli, il 30enne di Cassino accusato di aver ucciso il padre Antonio nella loro casa di Esperia, il primo agosto del 2018, era intossicato dall’alcool e la sua capacità di intendere e di volere era “grandemente scemata”.
Lo ha stabilito la perizia medico legale sollecitata dai difensori dell’imputato, Mariano Giuliano ed Armando Pacione, e alla quale non si era opposto il Pubblico Ministero.
La perizia è un punto fondamentale a favore della difesa che potrà così ottenere un considerevole sconto di pena nell’ipotesi di una sentenza di colpevolezza.
Potrebbe, infatti, scattare il riconoscimento della semi-infermità mentale per il giovane accusato di aver ucciso il padre.
Con questa novità importante il processo prosegue e la sentenza dovrebbe esserci nel prossimo mese di dicembre.










