La Regione Lazio ha concesso l’Autorizzazione Integrata Ambientale per lo stabilimento Grestone di Roccasecca, che ha avviato un innovativo progetto di economia circolare.
“È stato un percorso lungo e complesso – scrive Francesco Borgomeo, fondatore e presidente del gruppo Saxa Gres – partito dalla riconversione della ex Marazzi Sud per arrivare al salvataggio della ex Ideal Standard di Roccasecca. Oltre 400 lavoratori tornati a lavorare nella sola provincia di Frosinone, con un progetto italiano, con brevetti italiani e tecnologia unica al mondo. Un vero lavoro di squadra con la Regione, le Organizzazioni Sindacali, Unindustria, la Provincia, i Comuni di Anagni e Roccasecca, i Consorzi industriali, insomma una prova di coesione e collaborazione che dimostra che insieme si possono raggiungere risultati straordinari”.
Nelle ore scorse infatti la Direzione Politiche Ambientali della Regione Lazio ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale per la produzione nella fabbrica di Roccasecca degli ormai celebri sampietrini in pietraceramica con il recupero delle scorie da termovalorizzatore.
in una nota, Saxa Gres spiega che “si tratta dell’ultimo tassello autorizzativo, molto importante perché certifica la bontà del progetto grazie al quale sono stati salvati tutti i lavoratori, prima alla ex Marazzi Sud di Anagni (convertendola nella produzione di gres porcellanato da esterni), poi alla ex Ideal Standard di Roccasecca (convertendola nella produzione di sampietrini). L’A.I.A. rilasciata in queste ore recepisce gli studi condotti da tre centri di ricerca universitari italiani, tutti concordi nel certificare la sicurezza ambientale del ‘grestone’ il nuovo materiale ‘pietraceramica’ grazie al quale è possibile replicare in fabbrica ogni forma di pietra da arredo, evitando di consumare suolo, salvaguardando le montagne, evitando l’impiego di manodopera minorile. L’Autorizzazione codifica l’uso non pericoloso delle ceneri residuo della termovalorizzazione: in questo modo diventano nuova materia prima, con una seconda vita industriale, senza dover più finire in discariche come invece avviene oggi”.










