Cassinate – “Nient’altro che la verità”, il libro del giornalista Michele Santoro; domani presentazione in via Roma a Roccasecca, alle ore 18:00. Il sindaco Sacco domattina ospite su RadioCassinoStereo

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“Nient’altro che la verità”, l’ultimo libro scritto dal giornalista Michele Santoro, da un mese nelle librerie, sarà presentato anche a Roccasecca, domani, mercoledì 9 alle ore 18:00, in via Roma, su iniziativa dell’Amministrazione Comunale.

Dopo l’introduzione di Valentina Chianta ed il saluto del sindaco Giuseppe Sacco, l’autore, accompagnato dalla lettura di alcune pagine a cura di Barbara Amodio, presenterà il suo interessante lavoro in cui, come scrive l’Ansa, “Mafia e antimafia, politica e potere, informazione e depistaggi, vicende personali e derive sociali si intrecciano in un racconto che si muove tra passato e presente, dalla Sicilia degli anni settanta al paese che siamo diventati”.

“L’evento – informa la stessa Amministrazione Comunale – è organizzato all’aperto nella ampia e caratteristica Via Roma, rispetterà tutte le prescrizioni per il contenimento del Covid 19. La location, infatti, caratterizzata da spazi molto ampi, consente di poter evitare la prenotazione per il pubblico che sarà accolto dalla protezione civile e invitato a rispettare la necessaria distanza interpersonale. Al termine della presentazione, l’Autore si tratterrà in Via Roma per la firma dei libri che potranno essere acquistati direttamente in Piazza ove verrà installato un punto vendita. Vi aspettiamo numerosi per rivivere, in sicurezza, le grandi emozioni culturali cui la nostra Città è abituata e dalle quali siamo dovuti rimanere lontani per un anno e più”.

L’evento sarà presentato domattina a RadioCassinoStereo, dalle ore 9:30, dal sindaco Giuseppe Sacco, ospite della rubrica Diritto di Parola.

Nient’altro che la verità
Il libro nasce dall’incontro avuto tra l’autore e il killer Maurizio Avola e ripercorre 30 anni di mafia, con particolare riferimento a fatti e personaggi legati alla strage di via D’Amelio a Palermo, del 19 luglio 1992, durante la quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta (Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina).

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