Cassinate – In quattro anni vince 800.000 euro alle scommesse sportive ma non le dichiara al Fisco ed incassa il Reddito di Cittadinanza; 28enne denunciato dalla Finanza di Arce

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In quattro anni ha vinto alle scommesse sportive circa 800.000 euro ma quando ha fatto la domanda per avere il Reddito di Cittadinanza non ha dichiarato le vincite; scoperto, un 28enne è stato denunciato per truffa dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Arce.

I finanzieri hanno scoperto che il giovane, ai fini dell’ottenimento del RdC per gli anni 2019, 2020 e 2021, aveva presentato all’I.N.P.S. una dichiarazione I.S.E.E. non veritiera inducendo in errore l’Inps.

Il 28enne, assiduo giocatore di scommesse sportive sui siti on line specializzati, negli anni dal 2017 al 2021, ha effettuato giocate per importi rilevanti, ottenendo vincite di gioco per un ammontare complessivo di oltre 800 mila euro, rispetto alle quali è stato prelevato, dal conto gioco, denaro per circa 150 mila euro.

Le vincite di gioco, tuttavia, non sono state indicate nella Dichiarazione Sostitutiva Unica presentata dall’interessato ai fini dell’ottenimento del Reddito di Cittadinanza, così come non è stata dichiarata la posizione lavorativa di uno dei familiari conviventi, il quale rivestiva la carica di legale rappresentante di una società operante nel settore edile, inducendo in errore l’I.N.P.S. che, alla luce delle informazioni fornite, ha erogato il reddito di cittadinanza.

A suo carico è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, ed il competente ufficio I.N.P.S. di Frosinone è stato informato per la decadenza del beneficio e la successiva attività di recupero delle somme di denaro, pari a circa 20.000 euro, indebitamente percepite.

La GdF ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un beneficio economico riconosciuto ai nuclei familiari in possesso di determinati requisiti di cittadinanza, residenza nonché reddituali e patrimoniali e si ottiene presentando all’I.N.P.S. un’apposita istanza che presuppone la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) da parte dell’interessato, dal quale si rilevi la posizione patrimoniale e reddituale all’intero nucleo familiare di appartenenza.

Ed è proprio sulla veridicità dei dati autocertificati dal richiedente che si sono concentrati i controlli delle Fiamme Gialle, vale a dire su quelle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche del sistema, ma che possono essere scoperte solo attraverso l’azione di servizio sul territorio e grazie all’incrocio delle notizie contenute nelle diverse banche dati in uso al Corpo.

La Guardia di Finanza è impegnata in prima linea a contrastare fenomeni di indebito accesso al beneficio, affinché le risorse economiche pubbliche possano essere spese correttamente ed indirizzate ai cittadini onesti, in questo caso bisognosi di aiuto da parte dello Stato.

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