Il futuro prossimo di Fca, nel Cassinate, è condito di speranze (la fusione con PSA) e timori (la ripartenza con la Cassa Integrazione Covid-19 e i dubbi sull’adeguatezza del piano industriale all’impiego di tutti i lavoratori).
Le speranze, come detto, sono legate tutte alle prospettive positive che dovrebbero aprirsi con l’imminente fusione tra Fca e Psa, con la nascita del quarto colosso automobilistico mondiale, Stellantis.
Ma i timori vengono da altri segnali che potrebbero apparire negativi.
L’uscita di scena della Giulietta, il 31 dicembre, sostituita con un Suv Maserati, il Grecale, viene vista con preoccupazione.
Trattandosi di modelli costosi, anche Stelvio e Giulia, rivolti ad una utenza di alto livello e quindi con numeri produttivi bassi, c’è il rischio che non si riesca a garantire la piena occupazione dello stabilimento cassinate.
Non aiuta la notizia che lo stabilimento “gemello” di Ticky, in Polonia, sembra destinato alla produzione Alfa Romeo (a Cassino veniva prodotta la Giulietta); modelli più di massa e quindi con numeri produttivi maggiori.
I Sindacati chiedono pertanto che a Cassino venga assegnata la produzione anche di un modello di auto più di massa, affiancando Stelvio e Giulia, l’unica strategia ritenuta in grado di riportare assiduamente sul posto di lavoro tutto il personale “saltellante” dello stabilimento cassinate.
Ma intanto, l’azienda ha già comunicato il ricorso alla Cassa Integrazione Covid-19 anche per il primo trimestre 2021.
In pratica si tornerà a lavorare a singhiozzo, ma l’azienda, in qualsiasi momento, potrà disporre la cassa Covid.










