Cassinate – FCA, domani si torna al lavoro. Cassa Covid a rotazione per gli esuberi del dopo Giulietta. Il punto del segretario Fim Cisl Ferdinando Uliano

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Da domani, riapre lo stabilimento automobilistico di Piedimonte San Germano pronto ad assumere la nuova denominazione Stellantis, frutto della fusione tra i gruppi FCA e PSA.

Ma se da una parte la riapertura dello stabilimento rappresenta una nota positiva, dall’altra bisogna fare i conti con la realtà; quella dei numeri è sempre quella più attendibile.

Infatti, da domani si riparte, ma in fabbrica c’è un esubero di 500-600 lavoratori a causa dell’uscita di produzione del modello Giulietta.

L’azienda farà quindi ricorso ancora alla Cassa Integrazione, quella Covid-19, in questo caso; e riguarderà, appunto, circa 500 dipendenti a rotazione; in pratica non saranno interessati solo quelli che fino al mese scorso hanno lavorato sulla Giulietta ma tutti.

Gli unici operai che resteranno a regime sono quelli delle Presse, un reparto che lavora anche per modelli prodotti in altri stabilimenti FCA.

Sempre questa settimana, per l’esattezza sabato 16 gennaio, sarà perfezionato l’accordo di fusione tra FCA e PSA; un evento che da un lato rappresenta una speranza ulteriore per il futuro, dall’altra suscita preoccupazioni legate alle reali prospettive dello stabilimento cassinate.

Il punto di Ferdinando Uliano (Segr. Naz. Fim Cisl)
Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl ha di recente pubblicato su un rapporto FCA e, per quanto riguarda lo stabilimento di Cassino, scrive che “dal 2017 continua la flessione sui volumi produttivi, aggravata nel 2020 dal fermo produttivo per il lockdown che ha portato la produzione a 53.422 autoveicoli (-9,10%). Attualmente lo stabilimento cassinese viaggia al 10% della propria potenzialità produttiva. Nel 2021 la situazione produttiva in termini di volumi peggiorerà ulteriormente di circa il 20%, venendo a mancare la produzione della Alfa Romeo Giulietta, cessata lo scorso dicembre. Sono 11.116 le Alfa Romeo Giulietta prodotte nel 2020. Per tutto il 2021 continuerà l’utilizzo di ammortizzatori sociali per mettere in sicurezza l’occupazione. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo c’è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4300 a 3.400 e questo non è bastato a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull’indotto sono altrettanto pesanti. Le produzioni di Giulia e Stelvio, vengono svolte su un unico turno centrale, e hanno raggiunto nel 2020 le 42.306 unità (-8,3%). Nel 2017 nel massimo della produzione delle due Alfa Romeo avevano superato le 100.000 unità. C’è molta attesa per il lancio produttivo del nuovo Suv Maserati Grecale, la produzione molto probabilmente partirà sulle linee di produzione non prima di novembre 2021 e questo significa che per tutto il 2021 la situazione di sofferenza nei volumi produttivi continuerà. Nel 2021 sono previsti anche due importanti restyling su Giulia e Stelvio, che potrebbero incrementare così i volumi rispetto al 2020. Ad oggi lo stabilimento di Cassino è quello più in sofferenza in termini di volumi e rappresenta certamente una priorità per il sindacato e dovrà esserlo anche per i futuri piani industriali di Stellantis. Vista la presenza di questo stabilimento nel settore premium, se il gruppo Stellantis vuole aumentare la propria capacità produttiva in questo segmento dovrà investire ulteriormente con altri prodotti”. (da Star magazine)

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