Cassinate – Cinghiali, dopo le prime catture a Cassino le proposte dell’ANUU

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Le invasioni ‘urbane’ dei cinghiali continuano a interessare l’opinione pubblica, istituzioni ed associazioni. L’altra sera c’è stato l’ennesimo incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone, lungo via Casilina a Cassino.

Nei giorni scorsi, dopo l’ordinanza emanata dal sindaco di Cassino Enzo Salera, sono stati catturati i primi due cinghiali.

Ordinanza che prevede la cattura e il riposizionamento dei cinghiali in recinti autorizzati in collaborazione con l’ATC.

“Naturalmente è solo l’inizio – precisa il sindaco Enzo Salera – è un percorso lungo che dovrà evitare situazioni come quelle avvenute nella scorsa settimana. Purtroppo, sempre più spesso negli ultimi anni, assistiamo ad incontri con i cinghiali, sia nel centro cittadino che lungo le strade della nostra città, dove spesso avvengono incidenti molto pericolosi da parte di automobilisti spesso incolpevoli. Il fenomeno naturalmente non è riferito solo a Cassino ma a tutto il territorio regionale e nazionale, ma è fondamentale che ognuno faccia la propria parte”.

Sull’argomento interviene l’ANUU (Associazione Dei Migratoristi Italiani Per La Conservazione dell’Ambiente Naturale), con il delegato ai rapporti istituzionali con il mondo agricolo, ambientale e venatorio Renato Antonucci il quale ritiene che “continuare con i ‘tavoli’ con la presenza di 2 o 3 rappresentanti, pur autorevoli, non aiuta affatto ad individuare la soluzione, la più condivisa possibile, circa la grave emergenza della specie cinghiale. C’è bisogno sì di un ‘tavolo’, ma con la presenza di più Sindaci delle varie zone al quale siano invitati a partecipare anche rappresentanti di tutte le Associazioni interessate, sia esse ambientali, agricole e venatorie. Questo perché nei direttivi dei 2 ATC della provincia di Frosinone purtroppo non sono presenti rappresentanti del mondo ambientale, agricolo e venatorio”.

Aggiunge che “non è con la cattura dei cinghiali stessi e il posizionamento in recinti diversi che si risolve il problema del soprannumero, né tantomeno lo spostamento in altre zone”.

La proposta
“Vanno immediatamente adottate misure straordinarie, come:
– l’anticipo della caccia al cinghiale almeno al 1° ottobre e secondo l’orario stabilito dal calendario venatorio;
– l’aumento delle giornate di caccia in via straordinaria da 3 a 5 giorni alla settimana;
– la possibilità dell’abbattimento della specie cinghiale fino alla fine di febbraio 2022. Esaustiva la relazione del Dott. Andrea Monaco, ricercatore dell’ISPRA e profondo conoscitore della biologia e delle abitudini dei cinghiali, con il titolo “la caccia al cinghiale è la soluzione ai problemi dell’agricoltura” (lo stesso Dott. Monaco ha stimato una presenza di circa 2 milioni di esemplari su tutto il territorio nazionale);
– la stipula di polizze agevolate, sia per le Aziende Agricole che per le Aziende Faunistiche Venatorie le quali, da oltre 2 anni, stanno attraversando una grave crisi economica, mentre le spese di gestione sono rimaste tutte in piedi”.

L’appello
“Subito dopo occorre approvare – e qui faccio nuovamente appello alle istituzioni locali a partire dai Sindaci ai Presidenti delle Amministrazioni Provinciali, alle Regioni e ai Ministeri competenti (agricoltura ed economia del Governo centrale) – una riforma strutturale per risarcire le aziende agricole e per annullare i gravi danni subiti”.

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