Cassinate – Brogli elettorali a Piedimonte San Germano: ascoltati tutti i componenti del seggio 5. Incarico ad un perito calligrafico. Rivelazioni dell’indagato che si dichiara innocente, accusa e scoperchia “… una pentola sin troppo bollente”

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Dopo il presidente, anche gli altri quattro componenti del seggio elettorale 5 di Piedimonte San Germano sono stati ascoltati dal magistrato che conduce l’inchiesta sui presunti brogli elettorali alle ultime amministrative.

Al dottor Bulgarini Nomi, i componenti del seggio, come già aveva fatto il presidente, hanno assicurato che durante lo spoglio sulle schede elettorali non c’era alcun segnale.

L’indagine ha infatti preso spunto dall’accertamento in Prefettura di segni geometrici (triangoli, quadrati, cerchi, ecc.) che risultano apposti su 59 schede elettorali.

L’inchiesta vede per ora, un indagato, si tratta di un funzionario comunale, anche lui ascoltato dal magistrato alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Malafronte.

Il magistrato ha incaricato un perito per accertare se quei segni, apposti in corrispondenza del logo della lista “Piedimonte Ora”, siano stati apposti da una sola mano o meno.

Si tratta di un esame importante anche perché proprio l’indagato, Luigi Spiridigliozzi, si è fatto ascoltare a lungo dal magistrato per sostenere la sua completa estraneità ai fatti, assicurando di non essere stato lui a vergare le schede sub judice.

Anzi, ha riferito che a Piedimonte San Germano esisterebbe un sistema finalizzato alla ricerca del consenso “illegale prima che immorale”, dalla “gravità inaudita” legato ad “un potere economico gestito in modo medioevale”, fornendo nomi, fatti e circostanze.

Insomma, la deposizione di Luigi Spiridigliozzi potrebbe aver scoperchiato una “pentola sin troppo bollente”.

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