Non ci fu la premeditazione del reato. Con questa motivazione la Corte d’Appello di Roma ha ridotto da 20 anni a 17 anni ed 8 mesi di reclusione, la pena precedente inflitta a Michele Rossi, imprenditore ortofrutticolo di Cellole (Caserta), di 59 anni.
Alla base del delitto, consumato il 29 maggio del 2015 nello studio dell’avvocato a Formia, una controversia giudiziaria, riguardante una grotta in tufo trasformata in abitazione nell’isola di Ventotene, nella quale il legale assisteva gli avversari del Rossi.
L’imprenditore aveva collegato la grotta dei clienti di Piccolino ad una sua adiacente proprietà e vi aveva eseguito anche dei lavori di ristrutturazione.
A questo, i proprietari della grotta, tramite i servizi dell’avvocato Piccolino, erano riusciti ad avere ragione dinanzi ai giudici della Corte di Cassazione.
Un epilogo giudiziario che non era stato gradito al Rossi che aveva più volte avuto alterchi con il Piccolino tanto che questi lo aveva anche denunciato e ne aveva dato notizie sul suo blog.
Ora i giudici della Corte d’Appello di Roma hanno accolto le tesi difensive ed hanno ridotto la pena al Rossi di due anni e quattro mesi.










