Alatri – Omicidio Morganti: Franco Castagnacci raggiunto da un nuovo ordine di arresto. Misura cautelare motivata anche dalla minaccia ai testimoni

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Nella Casa Circondariale di Velletri, dove era già rinchiuso per reati di droga, Franco Castagnacci è stato raggiunto ieri da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Emanuele Morganti, avvenuto il 26 marzo scorso fuori dal locale Miro ad Alatri.

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I procuratori hanno deciso di adottare questa misura sia per i gravi indizi a suo carico che sono emersi durante le indagini sul delitto, sia «per la rilevantissima pericolosità desumibile dal comportamento particolarmente crudele e dall’accanimento della condotta realizzata in danno della giovane vittima nonché per prevenire il concreto rischio di inquinamento di prove consistenti nel pericolo che il prevenuto possa continuare a subornare o minacciare i testi, come emerso durante le indagini, per favorire la propria posizione e quella del figlio.», come si legge nella nota dei carabinieri.

Insomma, Franco Castagnacci non solo è stato considerato dalla Procura molto pericoloso, ma avrebbe anche tentato di intimidire i testimoni del delitto perché non facessero dichiarazioni che potessero compromettere lui e suo figlio. Ricordiamo che per quel delitto sono già in carcere tre persone, Mario Castagnacci appunto, Paolo Palmisani e Michel Fortuna.

Nel comunicato dei carabinieri relativo all’arresto di ieri, si legge anche una breve ricostruzione di quella terribile serata, come se una macchina da presa avesse seguito Franco Castagnacci. Infatti i gravi indizi di colpevolezza a suo carico si concretizzano:

  • nella partecipazione all’aggressione di Emanuele subito dopo che era stato portato fuori dal locale;
  • nell’averlo inseguito sino alla parte alta della piazza, dove il giovane aveva tentato di fuggire, braccandolo e continuando a colpirlo;
  • nell’aver, immediatamente dopo, impedito ad un giovane, trattenendolo con forza, di accorrere in soccorso di Emanuele che, nel frattempo, dopo essersi liberato da lui, veniva affrontato ed aggredito dai tre indagati già sottoposti al regime detentivo che ne causavano, infine, la morte.
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