Ieri sera, a Tecchiena, la fiaccolata e la veglia di preghiera per ricordare il tragico assassinio di Emanuele Morganti, questa sera ci sarà una seconda fiaccolata ad Alatri centro; intanto emergono nuovi particolari sulla figura dei due fratelli Castagnacci, in carcere con l’accusa di aver ucciso Emanuele all’esterno del Club Mirò.
Il giorno prima dell’omicidio Mario Castagnacci fu fermato a Roma nel corso di una operazione antidroga per poi essere rilasciato la mattina del giorno seguente, lo stesso giorno del pestaggio mortale ad Emanuele.
Un clima ostile della gente si è creato anche nei confronti degli avvocati della zona, minacciati, pare che qualcuno sia stato anche malmenato, affinché non assumano la difesa degli assassini.
Qualcuno di essi avrebbe rinunciato all’incarico, anche se ci tiene a precisare che ciò non è dovuto alle minacce.
Per la gente, gli assassini non meritano neppure una difesa in un’aula di tribunale, intanto chi sa continua a non parlare, magari qualcuno per coprire le loro debolezze legate all’utilizzo di sostanze stupefacenti.
Intanto, i due fratellastri sono stati messi in cella di isolamento, nel carcere Regina Coeli di Roma, per evitare le possibili ritorsioni da parte di altri detenuti.
In un clima di sostanziale omertà, le indagini comunque proseguono e mentre appare sempre più chiara la dinamica del pestaggio, che ha portato all’arresto dei fratelli Mario Castagnacci e Paolo Palmisani e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 5 persone, resta ancora da accertare il movente dell’aggressione culminata tragicamente in delitto.










