Le otto persone sotto inchiesta per il pestaggio mortale di Emanuele Morganti sono ora tutte indagate per omicidio. La Procura della Repubblica di Frosinone avrebbe infatti accomunato la più pesante delle accuse a tutti coloro che sono finiti sino ad ora nell’inchiesta che deve far luce sulla bestiale morte di Emanuele Morganti.
Nulla trapela di più in proposito, per cui non è da escludere che nelle deposizioni rese dai vari indagati sia emerso una sorta di scaricabarile di accuse tra di loro.
Pertanto, tutti ora sono indagati di omicidio, almeno fino a quando non ci saranno delle testimonianze univoche, e fino a quando non ci saranno risposte tangibili sotto il profilo tecnico-scientifico.
Infatti, dopo la ricostruzione della scena del crimine in 3D, fatta ieri dai tecnici del RIS di Roma, ora si aspettano le risultanze, anche se lo stesso RIS ha già deciso che sarà necessario tornare ancora sul luogo del pestaggio e dell’omicidio.
Come detto, il numero degli indagati è salito ad otto; l’ultimo a fare ingresso nell’indagine è un 24enne di Frosinone, residente nel tristemente noto «casermone». Si tratta di Michele Fortuna, che risulterebbe presente sul luogo del pestaggio e protagonista dello stesso, è molto noto alle Forze dell’Ordine e conosce molto bene i fratellastri Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. E’ anche emerso che nel 2010 Castagnacci fu arrestato perchè trovato in possesso di 5 chili di sostanza stupefacenti destinati proprio al mercato della droga del «casermone», luogo dove risiede il Fortuna. Anche lui sarà sottoposto all’esame del Dna, come avvenuto per tutti gli altri primi sette indagati.










